50
25 anni nel secolo scorso, 25 anni in questo
Sono nato il 9 aprile del 1975.
Ho 50 anni.
E l’altra sera guardavo la TV dopo una giornata di lavoro e di altri casini immediatamente successivi, come fanno i cinquantenni veri. In un programma di Rai 3 c’era Manuel Agnelli. Non ho mai seguito gli Afterhours ma devo dire che tutte le volte che Manuel parla mi piace ascoltarlo. Diceva che l’età più bella della vita sono i 50 anni, perché sei abbastanza grande e equilibrato per fregartene altamente di quel che pensano gli altri. E sei ancora abbastanza giovane per coltivare in modo adulto le tue passioni, puoi assaporare un vissuto, e hai ancora margine per vivere attivamente quasi tutto quel che ti va.
Voglio sperare che sia davvero così e fidarmi della sicurezza di Agnelli nell’argomentare le potenzialità di questa età non proprio facile da metabolizzare.
Quindi potrei iniziare con un primo sfondone, fregandomene altamente di quanto stupido e infantile possa sembrare dire che in qualche modo il punk mi ha salvato la vita.
Spero di poter essere abbastanza costante e motivato da continuare ad argomentare le ragioni della frase ad effetto di cui sopra, perché in realtà le ragioni ci sono e sono molto profonde.
Sono un cinquantenne semplice, compro, colleziono e consumo avidamente la musica che la maggior parte della popolazione manco considera.
Non è solo questione di musica, di ascolto o di generico collezionismo.
La raccolta dei miei dischi è una rappresentazione grafica della mia vita fin qua.
Non me ne importa nulla di steccati e generi e tutte queste cazzate, ascoltare musica è mettere una colonna sonora sul film di tutti i giorni, che non sempre è uno scintillante musical.
Parlarne invece è un modo per parlare di storie, di esistenze, di amicizie che bene o male girano sempre attorno a questa cultura. O sarebbe meglio dire sottocultura, per cui la musica è solo un pretesto.
Chi si somiglia si piglia.
E insieme si prova a sentirsi meno soli.
Qui cercherò di scrivere delle mie fisse del momento, dei miei innamoramenti musicali settimanali, cercherò di incrociare linee temporali, umori del momento e poi magari andrà tutto a ramengo, non lo so.
Ho 50 anni. Mezzo secolo: un quarto di secolo nel Novecento e un quarto negli anni zero, e starci in equilibrio non è facile.
Ma adesso ho su a cannone “The Days Of Wine And Roses” dei Dream Syndicate e tutto mi sembra al suo posto.

